Maria Teresa Mascarello designata dalla Regione Piemonte per la Gran Medaglia Cangrande

In questa 49° edizione del Vinitaly di Verona, per il Piemonte, la Gran Medaglia Cangrande sarà conferita a Maria Teresa Mascarello, titolare della “Cantina Mascarello Bartolo” di Barolo. 

Si tratta del prestigioso riconoscimento che, in ogni edizione del Vinitaly, la Fiera di Verona assegna ai benemeriti della vitivinicoltura segnalati dalle Regioni Italiane. La cerimonia di consegna si svolgerà   domenica 22 Marzo 2015 presso l’auditorium della fiera, a seguire la cerimonia di inaugurazione di quella che è la più importante fiera internazionale del vino.

Maria Teresa Mascarello, nata a Mondovì (CN) nel 1967, figlia unica di Bartolo Mascarello,  mitico e storico produttore e personaggio emblematico di Barolo e delle  Langhe, da giovane non pensava ad un suo futuro legato al mondo del vino per il quale non nutriva grande passione, anzi era persino astemia; lo confermano anche i suoi studi: Liceo Scientifico e poi l’Università di Torino nella facoltà di Lingue e letteratura straniera. Ma, nel frattempo, qualcosa matura, e infatti Maria Teresa nel 1993 si laurea con una tesi sul vino: è la sua emblematica dichiarazione al padre della sua conversione al vino e la  scelta di lavorare nell’azienda di famiglia.

Una scelta di vita, dunque, dettata da un profondo senso del dovere, dalla consapevolezza, come figlia unica, di raccogliere il testimone e dare continuità ad una grande storia, la storia della sua famiglia, che sarebbe andata perduta.

Una storia, legata a quel territorio, al vino, sullo sfondo dei grandi avvenimenti politici e sociali, che parte  nel 1800  con Bartolomeo Mascarello, bisnonno di Maria Teresa, che fu anche presidente e cantiniere della piccola cantina sociale di Barolo. Una storia che prosegue e si rafforza con il nonno Giulio, figlio di Bartolomeo, di simpatie e frequentazioni socialiste e delle leghe operaie negli anni attorno alla prima guerra mondiale, che nel 1920 diventa un piccolo viticoltore e produttore di Barolo; antifascista da sempre, componente del CLN,  e primo sindaco di Barolo della Liberazione. Ed infine Bartolo che prosegue il lavoro del padre Giulio come vitivinicoltore e ne segue gli alti esempi politici e morali,  che vive la storia di quella azienda e di quella casa abitualmente frequentata da personaggi come il leader socialista Pietro Nenni e il presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

Maria Teresa, che inizia come coadiuvante, poi, alla morte del padre Bartolo nel 2005, come titolare dell’azienda, si rivela degna erede di quella storia straordinaria;  con la propria personalità e il suo stile, ha saputo dare continuità a quella storia, operando nel solco della tradizione del padre, nel rispetto dei suoi valori e principi: fare un buon vino di qualità e mantenere prezzi onesti; fare un Barolo non alla moda, frutto sempre di assemblaggi di uve, senza usare sofisticate tecnologie in cantina, “senza barrique” per l’affinamento Ed ancora, continuando la battaglia  contro l’insensato ampliamento delle vigne anche in zone non vocate e più in generale per la difesa del paesaggio vitivinicolo e agricolo da invadenti capannoni e costruzioni di ogni genere. Maria Teresa inoltre ha voluto mantenere inalterate le dimensioni aziendali, ovvero i 5 ettari di vigneti, di cui 3 ettari a Nebbiolo da Barolo, siti a  Cannubi, San Lorenzo e Ruè nel comune di Barolo e a Rocche nel comune di La Morra; gli altri due ettari producono Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba e Langhe Freisa. Una dimensione questa che le consente  di seguire personalmente tutti i processi lavorativi, con un preponderante apporto diretto e manuale, praticando un’attività a basso impatto ambientale.

Ecco, a tal proposito, la dichiarazione dell’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero:

“In questa edizione del Vinitaly, per la Gran Medaglia di Cangrande, abbiamo voluto designare una donna, Maria Teresa Mascarello di Barolo, una piccola produttrice di grandi vini piemontesi. Con Maria Teresa, vogliamo anche idealmente ricordare e premiare le Donne che, storicamente, usando il titolo di un libro di Nuto Revelli, sono sempre state “L’anello forte” del mondo contadino e rurale del Piemonte. Un anello forte anche nella attuale realtà agricola piemontese, in cui è preponderante l’agricoltura famigliare e dove su 67.000 aziende agricole sono 22.000 quelle condotte da donne e sono donne 1/3 degli occupati in agricoltura. Con Maria Teresa, inoltre, vogliamo rendere omaggio alla grande storia della sua famiglia, ricordando in particolare quel Giulio e Bartolo Mascarello, grandi uomini e vitivinicoltori che hanno  fortemente contribuito a costruire la ricchezza materiale e morale del nostro Piemonte e che sono un esempio per le nuove generazioni”.

13-03-2015

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